In ambito scolastico, oltre all’insegnante didattico, all’assistente igienico-personale e all’insegnante di sostegno, esiste un’altra figura che si affianca allo studente disabile nel suo percorso di crescita. Si tratta dell‘Assistente all’Autonomia e alla Comunicazione (AAC), o assistente specialistico, ed è disciplinato agli articoli 42-45 del D.P.R. n. 616 del 1977, e all’articolo 13, comma 3, della Legge 104 del 1992.
Tale figura spetta agli alunni disabili con handicap fisici o sensoriali.

L’Assistente all’Autonomia e alla Comunicazione ha due importantissime funzioni: in primo luogo quella di agevolare la persona disabile nel relazionarsi e nell’interagire con gli altri compagni e con gli insegnanti; in secondo luogo quella di aiutarla nell’essere autonoma dagli altri e nel migliorare le proprie capacità comunicative.
Mentre in passato l’assistente all’autonomia e comunicazione si riteneva necessario soltanto per gli studenti con difficoltà nell’udito e nella parola, attualmente essa è destinata a tutti gli studenti caratterizzati da disabilità che ne possano avere bisogno.
La competenza a fornire il servizio di assistenza specialistica è dei Comuni per le scuole elementari e medie e delle Città Metropolitane per le scuole superiori.

Gli organi che rivestono un ruolo nel procedimento di assegnazione dell’assistente specialistico sono diversi.
In primo luogo è fondamentale che nella documentazione scolastica (PEI) si evinca la necessità di questa figura. In secondo luogo il Dirigente Scolastico dovrà richiederne per tempo la nomina all’Ente Pubblico competente.
L’AAC spetta allo studente disabile per tutto l’anno scolastico, dal primo all’ultimo giorno di scuola, e non soltanto per alcuni mesi l’anno.
Capita spesso, infatti, che l’assistente alla comunicazione, nonostante le richieste dei genitori, non venga per niente assegnato oppure venga assegnato soltanto molti mesi dopo l’inizio delle lezioni.
In tali casi siamo di fronte ad una chiara violazione di legge e quindi del diritto allo studio e all’inclusione sociale dello studente disabile.
Di fronte a tali situazioni la strada da percorrere, per chi vuole tutelare questo diritto per i propri figli, è quella di diffidare l’ente compentente (Comune o Città Metropolitana) all’assegnazione di questa figura e, in secondo luogo, ricorrere all’autorità giudiziaria.
Avv. Calogero Alessio Russo F.

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